Sapevate che le aziende che investono in efficienza energetica possono abbattere i propri costi operativi fino al 20-30%? In questo articolo dal titolo Incentivi efficienza energetica imprese 2025 approfondiremo l’argomento.
Immagina di poter ridurre significativamente le bollette energetiche della tua azienda e, allo stesso tempo, dare un contributo concreto alla salvaguardia del nostro pianeta.
Cosa si Intende per Efficienza Energetica nelle Imprese
Quando parliamo di efficienza energetica in azienda, ci riferiamo a tutte quelle azioni e investimenti che permettono di utilizzare meno energia per svolgere le stesse attività o per ottenere gli stessi risultati. Pensa, ad esempio, a sostituire le vecchie lampadine con quelle a LED a basso consumo, oppure a migliorare l’isolamento termico degli edifici per ridurre la dispersione di calore in inverno e di fresco in estate.
Questi interventi, apparentemente semplici, possono portare a riduzioni significative dei consumi energetici e, di conseguenza, a un abbattimento dei costi in bolletta. Queste sono risorse preziose che poi le aziende possono reinvestire nella crescita e nell’innovazione.
Ma i vantaggi non si fermano qui. Un’azienda più efficiente dal punto di vista energetico è anche un’azienda più competitiva, con un’impronta ambientale ridotta e un’immagine più Green agli occhi dei clienti e dei partner commerciali.
Industria 5.0: quando la tecnologia incontra l’umanità e la sostenibilità
Il cuore dell’incentivo Industria 5.0 risiede nella possibilità di effettuare investimenti in impianti per l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili all’interno delle strutture produttive (definiti interventi “trainati”). Tuttavia, l’accesso a questi benefici è subordinato alla realizzazione di almeno un intervento “trainante” obbligatorio, consistente nell’acquisizione di beni materiali e immateriali strumentali all’attività d’impresa, identificati negli allegati A e B della Legge 11/12/2016, n. 232 (ovvero, gli stessi investimenti previsti dal piano Industria 4.0).
Un requisito fondamentale è che gli investimenti “trainanti” devono necessariamente comportare una riduzione dei consumi energetici di almeno il 3% a livello dell’intera struttura produttiva, oppure di almeno il 5% per quanto riguarda i processi produttivi specificamente interessati dall’intervento.
Le imprese possono beneficiare del credito d’imposta previsto da Transizione 5.0 per progetti avviati a partire dal 1° gennaio 2024 e che dovranno essere completati entro il 31 dicembre 2025, con la possibilità di adempiere agli oneri documentali entro il 28 febbraio 2026.
L’ammontare del credito d’imposta è variabile, con aliquote che dipendono sia dall’entità complessiva delle spese sostenute sia dalla percentuale di risparmio energetico conseguita a livello di struttura/edificio o di processo produttivo.
Per il primo scaglione di spesa (fino a 10 milioni di euro), le aliquote del credito d’imposta sono fissate al 35% nel caso del raggiungimento della soglia minima di risparmio energetico (3% o 5%), e salgono al 40% e al 45% per riduzioni di consumo superiori. Per quanto riguarda il secondo scaglione di spesa (tra 10 e 50 milioni di euro), le aliquote sono pari al 5%, 10% o 15%, sempre modulate in base all’entità della diminuzione dei consumi energetici.
Le tecnologie per l’autoproduzione di energia destinata all’autoconsumo che rientrano tra gli interventi “trainati” ammissibili al credito d’imposta comprendono tutte le fonti rinnovabili elettriche, ad eccezione delle biomasse, inclusi i sistemi di stoccaggio dell’energia.
L’investimento tipico in questo ambito è rappresentato dall’installazione di un impianto fotovoltaico aziendale, con la specifica che i moduli fotovoltaici devono essere di produzione europea e possedere determinati livelli minimi di rendimento a livello di modulo e cella.
Puoi approfondire l’argomento degli impianti fotovoltaici in questo mio precedente articolo. Impianti fv link
In particolare, per gli impianti fotovoltaici, sono state definite tre casistiche specifiche per l’accesso al credito d’imposta di Industria 5.0, ognuna delle quali prevede una maggiorazione dei costi che concorrono a formare la base di calcolo del beneficio fiscale.
Grazie a queste nuove disposizioni, l’installazione di un impianto fotovoltaico, nell’ambito di un investimento complessivo inferiore a 10 milioni di euro e in presenza di una riduzione dei consumi generata dagli investimenti “trainanti” superiore al 10% per l’unità produttiva o del 15% per il processo produttivo, può beneficiare di un credito d’imposta che può arrivare fino al 67,5%.
I Certificati Bianchi (TEE) o Titoli di efficienza energetica
Nel complesso scenario delle politiche per l’efficienza energetica, un meccanismo spesso meno conosciuto ma di grande efficacia è quello dei Certificati Bianchi, anche chiamati TEE (Titoli di Efficienza Energetica). Immagina una sorta di “borsa dell’energia risparmiata”, dove le azioni virtuose delle aziende e dei privati nel ridurre i propri consumi si trasformano in veri e propri titoli negoziabili, generando un valore economico tangibile.
Un’idea semplice, un impatto significativo: come funzionano i TEE
Il principio alla base dei Certificati Bianchi è piuttosto intuitivo. Chi realizza interventi che portano a un risparmio di energia (misurabile e verificabile) ottiene un certo numero di questi “certificati”.
Questi titoli rappresentano l’energia che non è stata consumata grazie all’intervento di efficientamento energetico. Parallelamente, alcuni soggetti obbligati (come i grandi fornitori di energia elettrica e gas) sono tenuti a raggiungere annualmente determinati obiettivi di risparmio energetico.
Per adempiere a questo obbligo, possono realizzare direttamente progetti di efficienza energetica oppure acquistare Certificati Bianchi da chi li ha generati.
È come se un’azienda che ha investito nell’isolamento termico del proprio stabilimento, riducendo così il fabbisogno di riscaldamento e raffreddamento, potesse “vendere” l’energia che non ha dovuto utilizzare a un fornitore di energia che ha bisogno di raggiungere i propri target di risparmio energetico.
Il ruolo centrale del GSE: il “Notaio” dell’efficienza energetica
In questo sistema, il GSE (Gestore dei Servizi Energetici) gioca un ruolo fondamentale.
È l’ente responsabile di definire le linee guida, verificare e certificare i risparmi energetici ottenuti attraverso gli interventi. Il GSE valuta la validità dei progetti presentati, ne misura l’effettivo risparmio energetico e, in caso di esito positivo, emette i Certificati Bianchi. Questi certificati hanno un valore economico e possono essere scambiati sul mercato gestito dal GME (Gestore dei Mercati Energetici).
Pensa alla storia di una piccola impresa manifatturiera in Emilia-Romagna che ha deciso di sostituire il vecchio impianto di illuminazione con moderni LED a basso consumo. Grazie a questo intervento, l’azienda ha registrato una significativa diminuzione dei propri consumi elettrici. Dopo aver presentato la documentazione al GSE e aver ottenuto la certificazione del risparmio energetico, l’impresa ha ricevuto un certo numero di Certificati Bianchi. Vendendo questi certificati sul mercato, l’azienda ha ottenuto un ulteriore introito economico, che si è aggiunto al risparmio diretto in bolletta, rendendo l’investimento in efficienza energetica ancora più vantaggioso.
Cosa sono i certificati bianchi dal sito GSE link
Quali Interventi Generano TEE? Un Ampio Ventaglio di Possibilità
La bellezza del sistema dei Certificati Bianchi sta nella sua flessibilità. Un’ampia gamma di interventi di efficientamento energetico possono generare TEE, sia nel settore industriale che in quello civile e agricolo. Alcuni esempi comuni includono:
- Isolamento termico di edifici: Riduzione del fabbisogno di riscaldamento e raffreddamento.
- Sostituzione di infissi: Miglioramento dell’efficienza energetica degli involucri edilizi.
- Installazione di caldaie e condizionatori ad alta efficienza: Riduzione dei consumi per la climatizzazione.
- Sostituzione di impianti di illuminazione con tecnologie a basso consumo (LED): Abbattimento dei consumi elettrici per l’illuminazione.
- Installazione di inverter su motori elettrici industriali: Ottimizzazione del consumo di energia nei processi produttivi.
- Sistemi di recupero del calore: Riutilizzo dell’energia termica altrimenti dispersa.
- Essiccatori
- Ottimizzazione dei processi produttivi: Implementazione di tecnologie e pratiche che riducono i consumi energetici specifici.
- Installazione di pompe di calore: Utilizzo efficiente dell’energia per il riscaldamento e il raffreddamento.
In sostanza, qualsiasi intervento che porti a una riduzione misurabile e verificabile dei consumi di energia primaria può potenzialmente generare TEE.
Ecobonus per le aziende: un’opportunità per il 2025 e il futuro
Nel panorama degli incentivi per l’efficienza energetica, l’Ecobonus rappresenta una delle misure più consolidate e apprezzate anche dalle aziende.
L’Ecobonus è, in sostanza, una detrazione fiscale sull’Imposta sul Reddito delle Società (IRES) o sull’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF), a seconda della forma giuridica dell’azienda. Questa detrazione viene riconosciuta per specifici interventi di riqualificazione energetica realizzati su edifici esistenti. L’obiettivo primario è incentivare il miglioramento delle prestazioni energetiche degli immobili, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica e alla riduzione delle emissioni di gas serra.
Pensa alla storia di un’azienda con sede qui in Emilia-Romagna, magari attiva nel settore della produzione meccanica. Il titolare si rende conto che il vecchio capannone industriale disperde molta energia, con conseguenti costi elevati per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo. Decidendo di intervenire, l’azienda opta per l’isolamento termico delle pareti e del tetto, la sostituzione dei vecchi serramenti con modelli a elevata efficienza e l’installazione di un nuovo impianto di climatizzazione a pompa di calore. Grazie all’Ecobonus, una parte significativa delle spese sostenute per questi interventi verrà recuperata sotto forma di detrazione fiscale nei successivi anni.
Quali Interventi Rientrano nell’Ecobonus per le Aziende? Un Ventaglio di Possibilità
L’Ecobonus per le aziende copre una vasta gamma di interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici. Tra i principali troviamo:
- Interventi sull’involucro edilizio:
- Isolamento termico di pareti, coperture (tetti e solai), pavimenti.
- Sostituzione di finestre e infissi con modelli più performanti dal punto di vista termico.
- Installazione di schermature solari (tende da sole, persiane, ecc.).
- Interventi sugli impianti tecnologici:
- Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione ad alto rendimento, pompe di calore, sistemi ibridi o microcogeneratori.
- Installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e/o per il riscaldamento degli ambienti.
- Sostituzione di impianti di climatizzazione estiva con condizionatori ad alta efficienza energetica.
- Installazione di sistemi di building automation per la gestione automatizzata degli impianti termici e dell’illuminazione.
È importante sottolineare che, per poter beneficiare dell’Ecobonus, gli interventi devono rispettare specifici requisiti tecnici e i limiti di spesa previsti dalla normativa vigente.
Link esterno al sito interventi ammessi e normativa Enea.
Le Percentuali di Detrazione e i Limiti di Spesa: Un Quadro Generale
Le percentuali di detrazione e i limiti di spesa variano in base alla tipologia di intervento e alle caratteristiche dell’edificio. In generale, le detrazioni possono andare dal 36% fino all’50% delle spese sostenute, con limiti di spesa massimi per ciascuna categoria di intervento. È fondamentale consultare la normativa aggiornata per conoscere nel dettaglio le aliquote e i massimali applicabili nel 2025 e le eventuali conferme o modifiche previste per il 2026.
Solitamente, le detrazioni vengono ripartite in più quote annuali di pari importo (ad esempio, in 10 anni), riducendo gradualmente il carico fiscale dell’azienda.
Conclusioni
In sintesi, il panorama degli incentivi per l’efficienza energetica che abbiamo esplorato, dal credito d’imposta Industria 5.0 all’affidabile Ecobonus, passando per le potenzialità dei Certificati Bianchi e le diverse forme di finanziamento agevolato, delinea un quadro ricco di opportunità per le imprese, anche qui nel nostro dinamico tessuto produttivo emiliano-romagnolo. Abbiamo visto come questi strumenti non siano semplici “aiuti”, ma veri e propri motori per innescare una transizione verso un modello aziendale più sostenibile e competitivo.
L’importanza di cogliere queste occasioni risiede in molteplici fattori.
In primo luogo, l’efficienza energetica si traduce direttamente in una riduzione dei costi operativi, liberando risorse preziose che possono essere reinvestite nella crescita e nell’innovazione. In secondo luogo, un’azienda che investe nel risparmio energetico migliora la propria immagine aziendale, diventando più attrattiva per clienti e partner sempre più sensibili alle tematiche ambientali.
Infine, contribuire alla riduzione dei consumi energetici è un atto di responsabilità verso il nostro territorio e verso il futuro del pianeta.
Puoi contattarci per avere un sopralluogo gratuito e una consulenza personalizzata per la tua azienda.
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